PUBBLICITA'


Allroa come oggi la pubblicità veniva veicolata da oggetti, magari di uso comune, alle volte molto particolari, sui quali veniva impresso il logo o il nome dell'azienda. E' il caso di questo apribottiglie della Martinazzi Gin, che richiuso sembrava un'enorme chiave, ed al suo interno celava un classico cavatappi, mentre la mappatura della chiave poteva venire utilizzata per levare i tappi di metallo.
Il solito amico Pietro mi ha fornito questa pubblicità delgi anni '50, tratta dalla rivista Scienza e Vita. Curiosa ed inquietante la menzione della radioattività, della quale evidentemente non si sapeva nulla. Ma il mistero serviva a confazionare un prodotto rivoluzionario! Chissà se chi lo ha bevuto ha avuto degli effetti collaterali!?


Questo oggetto è invece molto strano, poterbbe essere stato concepito dai creatori dei coltellini svizzeri. Infatti poteva venire utilizzato come tranciasigari, come un comune paio di forbici, come semplice coltellino, come decimetro,cacciavite, spellafili, apribottiglie.... magari qualche uso non sono mai riusccito a scoprirlo. Pubblicizzava la Martini.


Il passaporto della Shell: occorreva completare le pagine incollando un bollino che dava il distributore per ogni pieno: a città diversa, diverso bollino, con raffigurata sopra una macchina d'epoca. In ogni pagina ( nove in totale) dovevano essere incollati 12 bollini diversi. A completamento della pagina si riceveva un modellino di auto antica, in plastica, da montare. Si potevano incollare bollini italiani, oppure bollini stranieri; praticamente partecipavano una dozzina di paesi europei, ed il bollino straniero ( compreso quello di San Marino) ne valeva ben quattro italiani! Il bello era girare per l'Italia e scambiare con i vari gestori i bollini in proprio possesso: in pochi mesi avevo completato un paio di passaporti! Credo che risalga al 1967/68.. Ho trovato anche la pubblicità in uin Corriere dei PIccoli del 1965



Questo modellino in plastica da montare è uno di quelli che si ricevevano al completamento di una pagina del passaporto Shell.Si tratta di un modello FIAT del 1899.


Sempre della Shell, ma molto più recente ecco la raccolta di Volistoria: All'interno del raccoglitore 20 medaglie dorate, ed ognuna celebrava una pietra miliare nella storia del volo:da Dedalo e Icaro all'allunaggio del 1969, passando per i fratelli Mongolfier, Piccard, Zeppelin, Von Braun e così via. Nella copertina del raccoglitore una breve didascalia per ogni medaglia spiegava gli avvenimenti e i personaggi.


Le tessere Total: 1968/69: poco da dire: davano diritto ai soliti premi, nello stesso modo utilizzato oggigiorno. Mi ricordo palloni, materassini,salvagente nella stagione estiva. Per enfatizzare l'appartenenza al Total Club Giovani venivano forniti una serie di accessori, tra i quali ho ritrovato queste etichette autoadesive per libri e quaderni.La pagina pubblicitaria è tratta da un albo di Batman del 1969.


A dimostrazione dell'appartenenza al club non poteva mancare: ecco il distintivo del Total club giovani, una spilletta da applicare da qualche parte.


Altro regalo dei distrubutori di benzina: una coccinella calamitata da tenere in macchina, che a quei tempi aveva il cruscotto di metallo e non rivestito in plasticaccia come adesso. L'amico Piero mi ha ricordato che la distribuiva la Total: in effetti la pubblicità che ho ritrovato su un Corrierino dei piccoli lo dimostra.


Fatto da Lenci il cane a 6 zampe della Agip, da appendere allo specchietto retrovisore dell'auto. Omaggio dei benzinai.


Metti un tigre nel motore era il tormentone pubblicitario della ESSO.Ed ovviamente non poteva mancare il portachiavi con il tigre suddetto, protagonista di spot pubblicitari quanto persino di un fumetto.


Questa tessera della Valvoline altro non era che un altro tentativo di marketing: sul retro 9 posti per altrettanti bollini, in ragione di uno ogni litro di olio, ed alla fine uno dei soliti regali.


Meno interessanti ma rappresentativi i tipici portachiavi del 1960/70: venivano dati come gadget dalle aziende, se ne faceva incetta al salone dell'auto o presso i negozi di auto ricambi




Carinissimi questi mini occhiali da sole, che attaccati al solito portachiavi (ora rotto) facevano pubblicità alla Persol


I cuscinetti a sfere della RIV, i filtri aria della Fapa, i pistoni Borgo, questi oggetti erano perfette mini riproduzioni dei prodotti commercializzati dalle aziende nel settore automotive.


Sono ancora incerto sulla collocazione di questo oggetto: la sua funzione primaria era di fare il portachiavi, con questo modellino della FIAT Dino. Ma essendo per l'appunto un modellino, anche se in scala minuscola, dovrei metterlo insieme agli altri. E comunque veniva dato anche come gadget pubblicitario. Per quanto mi ricordo ce ne sono moltissimi modelli in giro, delle Fiat (850 coupé, 124 coupé,) Ferrari. Lamborghini..Alcune in scala 1/100, altre in scala 1/66. Erano prodotte dalla Mercury, famosissima fabbrica torinese di modellini, di giocattoli e terzista per conto di aziende del settore automobilistico come la Solex


Questo portachiavi era regalato dalla Fiat come gadget. Un bel modellino di Fiat del 1900 sul cui radiatore campeggia il logo aziendale.


Un altro portachiavi pubblicitario d'epoca, questo destinato ai fortunati possessori di una Kawasaki.


Utile la lente d'ingrandimento da tasca, una volta un oggetto molto comune. Questa fa pubblicità alla Borgo, una ditta che produceva mi sembra pistoni per auto


Sempre della Borgo un altro oggetto utilissimo: un metro ripiegabile da tasca, completo di custodia in cuoio.


Altro gadget utile, il disco orario (ma si usa ancora oggi? per quanto riguarda la mia città ora in qusi tutti i parcheggi si deve pagare, e pure salato). Questo arriva da un negozio di Torino che vendeva autoricambi. Non so se esista ancora.


Un altro disco orario da auto, questo gentilmente omaggiato da Ted Lapidus. Molto elegante, in pelle.


Questi elefantini in pesantissima ghisa (credo) sono dei fermalibri. Anche loro usati come pubblicità, questa volta dalla Westinghouse, azienda di produzione siderurgica (e questi fermalibri ne sono un esempio), fondata nel 1872 e tuttora esistente.


In teoria qualsiasi ogetto si prestava ad essere utilizzato a fini pubblicitari, ma i portacenere erano (e sono) certamente i più comuni. Questo è un portacenere pressofuso creato dalla Mondial Piston, una torinesissima fabbrica di pistoni che allora equipaggiavano auto e motocicli di ogni livello. negli anni 80 venne acquisita da un gruppo multinazionale.


Lorenz Static, un bellissimo orologio da scrivania:deve il suo nome al fatto che,grazie a un ingegnoso punto di appoggio scelto dall’allora giovanissimo designer Richard Sapper, Static recupera sempre l’inclinazione corretta da qualsiasi posizione parta. Il punto di appoggio, poco visibile, crea inoltre l’illusione che l’orologio sia sospeso nel vuoto. Grazie prorpio al design vinse nel 1960 un importante premio, il compasso d'oro. Il corpo dello Static, realizzato in pressofusione di alluminio, è costituito da un pezzo unico su cui vengono assemblati gli altri componenti. All'interno sulla flangia circolare sono realizzati due tagli che bloccano la rotazione del meccanismo. Viene prodotto e venduto ancora ora. Marchiato in un angolo dalle Officine Calabrese fu un importante regalo pubblicitario.


Sempre orologi, ma decisamente più...popolari. Ecco una sveglia promossa dalla Piaggio: nera, molto di design, funzionale e portatile.


Quest'altra invece era della Sipea, anche questa con un design bello ed essenziale.


Questa penna pubblicitaria faceva pubblicità a... se stessa! Era infatti utilizzata dalla ditta che la produceva per mostrarne l'utilità. Nelle varie finestrelle si leggeva il materiale e il corrispondente prodotto da usare, e i possibili usi erano moltissimi: così un dettagliato foglio di istruzioni aveva in realtà la funzione di spiegarne l'utilità dal punto di vista pratico e anche pubblicitario. Maghi del marketing (che non si chiamava così, ma funzoinava lo stesso!).


Questa è una delle tante penne multicolori, in versione gadget: era della Stat, che non ricordo assolutamente cosa facesse.


Simile alle biro con la donnina che si spoglia (regalo da barbiere) o a quelle con la nave che si muove (souvenir delle località lacustri o marine), questa faceva pubblicità alla Ferguson, con un trattore che va su e giù.


E naturalmente anche la Fiat non si sottrasse all'obbligo delle penne pubblicitarie


Continua la serie dei gadgets dei distributori: correva l'anno 1968, e l'azzecca vacanze della Shell forniva una serie di utili informazioni riguardanti le precauzioni da prendere per l'auto (gonfiate le gomme, cambiate l'olio, non guidate nelle ore calde e dopo aver mangiato.), gli itinerari, insomma, nihil sub sole novi.


Stessa cosa per il vademecum dell'automobilista, dove vengono spiegati per filo e per segno tutti i segnali stradali e le norme di comportamento in caso di incidente.


Più interessante il libretto della ESSO, di cui riporto un paio di pagine con l'estensione della rete autostradale di allora ed i relativi pedaggi (sic!) .L'utente è avvertito che i mezzi sono suddivisi in otto categorie, dalla bianchina all'autoarticolato con rimorchio.




Agip: ecco sulle copertine dei romanzi di Urania la pubblicità dell'Agip: come mi ha recentemente sottolineato un amico, incantano molto di più questi semplici disegni delle sfavillanti pubblicità odierne. Una curiosità che mi ha atto notare Pietro: tra il marzo ed il luglio del '59 il cane si trasformò: da una specie di gattino con tre zampe, di colore verdognolo, nel conosciutissimo cane nero a sei zampe. Non ho trovato una spiegazione di questo, nei siti ufficiali si parla solo di cane a sei zampe: qualcuno la conosce?



I distintivi delle automobili: ogni anno, al salone dell'auto di Torino, noi bambini ci scatenavamo nella ricerca dei depliant e soprattutto dei distintivi da mettere all'occhiello della giacca: naturalmente i più richiesti erano quelli delle vetture di pregio: Ferrari, Maserati, Aston Martin, eccetera. Mi rimane il rimpianto di non aver mai ottenuto, nonostante l'aiuto di mio padre che era nel settore e vantava numerosissime conoscenze, quello della Rolls Royce. Ricordo anche i cartelli appesi negli stands già dal primo giorno da hostess esasperate: "I distintivi sono esauriti"


Ogni tanto, visitando presso gli stand al salone i fornitori siu poteva essere così fortunati da ottenere, oltre ai soliti gadgets, anche il distintivo dell'azienda. Ecco qui quello della RIV-SKF, prima della cancellazione del glorioso nome RIV.


Anche i produttori di moto non sfuggivano alla realizzazione di gadget pubblicitari. Ecco un bellissimo distintivo della Montesa, moto spagnola che insieme ad Ossa e Bultaco formava una triade imbattibile nelle gare di trial.


La quarta di copertina di un romanzo di Urania degli anni 50: la pubblicità del meccanismo anti-shock per gli orologi da polso. Incabloc, protegge l'orologio contro tutti gli urti.


Da un Albo Ardimento del dicembre 1969 è saltato fuori questo catalogo dei giocattoli per Natale!


Il casco da astronauta da indossare.


Pagina per le bimbe: lavastoviglie cucine e ferri da stirare completi di asse!


La pubblicità dei soldatini dell'Atlantic su una pagina del Corriere dei Piccoli del '69


Una delle pubblicità più famose per noi che eravamo giovani in quegli anni: la ditta SAME, la distributrice dei famosi occhialini a raggi ics,delle dalle scimmie di mare e di altri ogetti fatti apposta per stuzzicare la fantasia di adulti (soprattutto!) E bambini.


Un'altra famosa ditta, la GOVI (ho sempre avuto il sospetto che si trattasse della stessa ditta di cui sopra, ma tant'è..)che sui giornalini pubblicizzava dai giocattoli su giornalini per bambini pubblicizzava giocattoli scientifici e non come microscopi, proiettori, telescopi, armi e aereomodelli.


Credo che tutti siamo d'accordo a dire che la pubblicità per definizione sia ingannevole e mendace, e questa paginetta della SAME lo conferma. In essa si dice il vero (non tutto), ma si da ad intendere il falso. Questo "complesso radio stereo", che vi "da l'impressione" del suono stereofonico, è in realtà solamente una mini radio, delle dimensioni di una decina di cm. Tutto il resto, dall'equalizzatore al giradischi è quindi assolutamente falso, di plastichetta. Però nella descrizione non lo si dice, si parla di casse acustiche staccabili (vero) e di ben 9 (!!) transistor e alcuni diodi per gettare fumo negli occhi. Mi piacerebbe sapere in quanti ci sono caduti. Credo che ebbero delle proteste, perché in seguito misero le reali misure dello stereo (ma in caratteri minuscoli, di lato, senza farne cenno nella descrizione). Come a dire: nihil sub sole novi. Io personalmente ancora oggi evito con cura i prodotti troppo pubblicizzati, la qualità non necessita di sponsor.


Chi non ha visto almento una volta alla televisione Angelo Lombardi, l'amico degli animali? Figlio di colonialisti e cacciatore a sua volta, divenne in seguito un precursore dei moderni ambientalisti/ecologisti/verdi. Arrivava in studio accompagnato dagli animali più esotici, e ne descriveva il comportamento e le caratteristiche.Ricordo anche che c'era un uomo di colore che di nome faceva Andalù. Due "tormentoni", come si direbbe ora, mi sono rimasti impressi:il primo era il saluto d'inizio trasmissione, "Amici dei miei amici..." ed il secondo era : "Andalù portalo via", rivolto al suo factotum per fargli riportare indietro la belva di turno. Io l'ho sempre trovato un po' schiavista, ma è solo la mia impressione.
Lo metto alla pari con le trasmissioni del maestro Manzi, un'altra pietra miliare della nostra TV, quando era ancora guardabile.


La scuola Radio Elettra di Torino,sita nel periodo d'oro in Via Stellone; nata quasi per caso dalla volontà di un ingengere, aveva raggiunto una notorietà nazionale, obbligando chi la dirigeva a servirsi di un numero sempre maggiore di professori part-time. Specializzata nell'insegnamento dell'elettronica e dell'elettrotecnica, aveva la particolarità di dotare lo studente dei materiali necessari al conseguimento dello scopo prima (il diploma) e di un lavor in un secondo tempo. Purtroppo gli anni 80/90 portarono ad una lenta agonia ed infine alla chiusura di questa scuola.


Non l'ho mai avuta, ma credo che l'enciclopedia Conoscere sia stata per molti ragazzi una compagna di letture, ed un valido aiuto per le ricerche scolastiche.



Questa è la pubblicità di un gioco su un Topolino del '70, gioco che pur avendo all'epoca disperatamente cercato non ho mai trovato.Nei miei giochi di bambino poteva essere utilizzato con il set dell'interpol e con la penna di 007 (vedi).Ho scoperto che ora viene venduto nuovamente, quasi identico a questo, nei negozi di giochi per grandi (appunto). Persino la forma come si può vedere è all'incirca la stessa, solamente nell'ottica del politically correct non serve più ad ascolare la altrui conversazioni ma i suoni della natura...




Tratta dal Corriere dei Piccoli la pubblicità di questa potente pistola ad acqua Lola 2. Chi l'avrebbe detto che in futuro ci sarebbero stati dei fucili ad acqua...per grandi?!


Ecco la pubblicità di un gelato della Toseroni degli anni 70


Ecco la pubblicità dell'autopista Policar, parente italiana della Scalextric, presa sempre dal Corriere dei piccoli. I prezzi: da 8000 a 39000 lirette...


Le famose Crystal Ball, le bole che avrebbero dovuto diventare enormi ed indistruttibili. Non credo di esserci mai riuscito, in compenso il materiale per farle era veramente appiccicoso!.


Il dentifricio Paperino's, così buono che si poteva anche mangiare...BLEAH!


Il gioco del Pirata


Peggy Pen Pal, l'amica di penna: mai avuta, ma era una bambola molto pubblicizzata.


Gli astucci portapenne della Regis: chi non li ha mai avuti, con le più diverse forme, dagli animali alle macchine...


Ecco la pubblicità di un gioco che mi aveva molto colpito, ma che non ho mai visto a nessun mio amico, e per la verità neanche nei negozi di giocattoli, che allora devo dire frequentavo piuttosto assiduamente: il Saltatutto, delle molle da agganciare sotto le scarpe per balzare come un canguro.


Nella sezione dedicata ai giochi ho presentato quelli della Uniwerk dedicati all'Agente Robinson. Eccone la pubblicità, tratta dai Topolino dell'epoca.



Sempre nella sezione giochi ho inserito la Mini Cooper della Politoys in scala 1/25. Ecco la pubblicità, questa volta tratta dal Corrierino dei piccoli.


La Bruciapista della Mattel.


Chi non ricorda i Tin Tin Agers? La pubblicità sull'allitterazione tra l'allora famoso personaggio TinTin, (belga di lingua francese), la dizione inglese ten (dieci) e la merendina che ti consentiva di vincere appunto la bici dei ragazzi!


La Garelli negli anni 70 tentò la via della differenzione dai soliti motorini tentando di coniare questo nuovo nome: Motocicletto. Ecco la (o il...) Katia, piccolo due ruote, via di mezzo tra un Ciao ed un Minibike.


Correvano gli anni '70, il film Easy Rider era uscito da poco scaldando l'immaginazione dei nostrani bikers. E la Fantic Motor cavalcò quest'onda, e mise in vendita questo fantastico chopper in pure stile americano.


Nacque nel 1885 la Giordani, quando a Bologna, Raffaele Giordani iniziò la sua attività di Fabbro ferraio. Suo figlio iniziò a costruire le bicilcette di allora, i velocipedi, e di generazione in generazione, passando attraverso la costruzione di passeggini giocattolo, di automobiline a pedali ed elettriche, di biciclette per bambini addirittura munite di sidecar la fabbrica produce giocattoli di qualità ancora oggi. Qui la pubblicità di una meravigliosa motocicletta a batteria, e la prima pagina del catalogo del 1958 dove campeggiava la famosissima Indianapolis, splendida automobilina a pedali che venne costruita in diverse versioni (standard, lusso e a batteria) per diversi anni. E nella foto il natale credo del 1960 dove si vede, benché ignorata da me, il modello in versione lusso, con sedile imbottito completo di tasca porta patentino Giordani, marmitte cromate e fari funzionanti.



Venne presentato al salone del motociclo nel 1969, ma non credo poi venne mai prodotto: il Guzzi Ghez: 50 cc bicilindrico, con telaio a doppia culla superiore chiusa tipo "Dingo" ed altre componenti provenienti dallo "Stornello". Non se ne seppe più nulla fino a qualche anno dopo, quando la Guzzi presentòuno splendido bicilindrico ma di 125 cc di cilindrata, sostanzialmente simile a questo prototipo. Purtroppo nessuno ei due venne mai messo in produzione, probailmente a causa deegli alti costi.



Sul retro di un 45 giri di Gigliola Cinquetti (precisamente La Domenica andando alla messa) si trova la pubblicità di questo mangiacassette della Schaub Lorenz.


Cetra Magica, strumento reso famoso dal film Il terzo Uomo, Dolceforno,Minicinex ed autopista Zippity: dai Classici dell'audacia del 1969.


Il loro nome era "Flexi disc" oppure Flexis, o anche Soundsheet. Erano dei dischi che anziché essere prodotti nel classico vinile spesso e rigido, erano stampati su fogli sottilissimi e flessibili dello stesso materiale. I primi vennero prodotti in Inghilterra intorno agli anni '50, ed erano a 78 giri. In seguito negli anni '60 divennero popolari grazie al loro utilizzo da parte delle fanzines dei Beatles. Furono quindi dei veicoli promozionali.Grazie alla loro flessibilità (e quindi una resistenza maggiore alle rotture rispetto ai dischi rigidi) furono anche stampati su delle cartoline postali, per inviare auguri o messaggi o semplicemente dei jingles musicali. Insomma, quello che oggi si fa con delle piccole memorie digitali. Furono anche utilizzati come promo per nuovi brani (una delle riviste ad utilizzare questo metodo fu lo stracelebre Melody Maker. Tra quelli che tutti bene o male conosciamo c'erano i dischi del Moviton, giocattolo di cui parlo nella sezione giochi: su questi dischi erano anche incise delle figure che si animavano guardandole sullo specchietto posto sul giradischi stesso come negli antichi fenachistoscopi. Ancora, i libri sonori, con incise delle fiabe che potevano venire lette ed ascoltate. Qui a fianco si vede un flexi pubblicitario dal reader's digest, che pubblicizzava la raccolta sulla musica italiana.
Purtroppo la fragilità di questi dischi, che dopo pochi ascolti erano praticamente distrutti, ha fatto si che la maggior parte andasse persa, e contemporaneamente ne ha elevato il valore sul mercato collezionistico.


Per chi viveva a Torino in quegli anni il negozio Caudano era sicuramente un punto di riferimento: due piani di casalinghi e giocattoli che potevano soddisfare tutta la famiglia. Ora al suo posto c'è un grosso negozio di foto e televisione. Questo è uno dei cataloghi che periodicamente venivano pubblicati.


Via Lagrange 45, ecco dove ricordo il il meraviglioso negozio di casalinghi e giocattoli Caudano. Prima localizzato in paizza Carlo Felice, poi trasferitosi in questi ampli locali su due piani. E ogni anno stampava un catalogo dedicato ai bambini, con centinaia di giocattoli. Splendida e suggestiva la foto di copertina, con una vetrina stracolma di giochi e i bambini con il naso appiccicato al vetro e le auto degli anni 60 parcheggiate sullo sfondo!


Erano comuni allora come oggi le raccolte punti tese a fidelizzare i clienti su un marchio. Credo la più famosa in assoluto sia quella della Mira Lanza, con le figurine dell'Olandesina. Nei fustini o nelle scatole di detersivo ed in tutti gli altri prodotti si trovavano queste figurine, con un valore in punti che poteva andare da 5 a 100, in accordo alla grandezza ed al costo del prodotto stesso. A secondo della somma dei punti si poteva arrivare ad avere persino una lavatrice! E poi le raccolte Star, Rebaudengo, Prealpi, Invernizzi,Palmolive, VD...Le figurine con l'Olandesina qui riprodotte risalgono agli anni '60, in seguito per oltre vent'anni vennero riproposte in diverse vesti grafiche. Per quanto io ricordo i premi erano comunque di marca, con un elevato controvalore: un esempio le automobiline a pedali della Giordani, o gli automodelli della Mercury, o le macchine fotografiche della Ferrania,rasoi Philips.... Filosofia opposta a quella attuale, dove i premi corrisposti sono in realtà oggetti dallo scarso valore commerciale e fabbricati in Cina.