MUSICA


Per iniziare niente di meglio che il festival di Sanremo del 1967: vinto da Claudio Villa e Iva Zanicchi con "Non pensare a me", verrà ricordato perchè Luigi Tenco si suicidò a causa dell'esclusione della sua canzone dalle finaliste.


Dalla trasmissione televisiva il poeta e il contadino questo LP, che contiene anche la versione integrale de Il Reduce, interamente fatto da Renato. Fantastico vederlo dal vivo, naturalmente in qualche cabaret, perché in televisione non sarebbe stato permesso! Di questo duo surreale e in anticipo sui tempi voglio ricordare anche La vita l'è bela,sigla finale di 'Canzonissima' 1974-75, presentata dalla Raffaella nazionale con Cochi e Renato, all'apice della loro popolarità poco prima del loro divorzio artistico. Con le musiche di Enzo Jannacci e le parole del solo Renato Pozzetto resta un mitico ricordo di quegli anni. La fortunatissima trasmissione del 1973 "Il poeta e il contadino" conteneva tutti i loro sketch: Il maestro e l'allievo (bravo, sette più), Notizie dalla Val Trompia, i duelli, le canzoni (Canzone intelligente, Come porti i capelli bella bionda, el porompompeiro)... presenti in queste puntate anche il comico astigiano Felice Andreasi (peraltro rinomato pittore), Enzo Jannacci e Lino Toffolo.


A distanza di decenni un gruppo di cabarettisti/cantanti, che proprio da Cochi e Renato furono lanciati nel 1972 nel varietà Il buono e il cattivo. Originalmente la formazione era diversa da quella più nota, comprendendo anche una ragazza dall'mprobabile nome di Mallaby Spray insieme a Gianandrea Gazzola. Si tratta dei Gatti di Vicolo Miracoli, un quartetto di ragazzi veronesi che si diedero il nome di una via della loro città. Divennero celebri nella formazione finale con Nini Salerno, Franco Oppini, Umberto Smaila e Jerry Calà durante la trasmissione televisiva Non Stop, del 1977. Famoso il tormentone "Capito?!" di Calà, che diede anche il nome ad un brano di questo LP.


Abbastanza sconosciuto ai più, ma importantissimo nel panorama musicale degli anni 60/70: si tratta di Tony Mimms. Vero nome Anthony Rutherford nato a Glasgow ma vissuto in Italia sin dal 1966 con il suo gruppo The Senate, insieme a Mike Fraser e a Robbie Mc Intosh (in seguito con i The Primitives). Un loro successo fu "L'ombra di un lontano amore". Arrangiò dischi di artisti come Fabrizio De André (Volume VIII, Rimini), Claudio Baglioni (Questo piccolo grande amore, Gira che ti rigira amore bello), Mia Martini (Oltre la collina), gli Alunni del Sole, Ivan Graziani, Mina (Ancora dolcemente - dall'album Singolare), (Adriano Celentano, Loredana Berté, Renato Zero, Camaleonti (...e camminiamo), Mario Lavezzi, Alberto Radius, Blizzard (Stone bvy stone) e molti altri. Questo LP si intitola SOS e sono brani classici rivisitati secondo il gusto prog di quegli anni.


Tra tutti i dischi dei Beatles ho scelto questo perché mi ricollega all'alla mia passione principale:i modellini. Infatti all'epoca la Corgi Toys fece il modello del sottomarino giallo, che ora vale circa 250 euro!!!. Per chi lo avesse perso, ne è stata rifatta una copia identica all'originale, in confezione per collezionisti, ad un prezzo molto minore. Ora sotto il marchio Corgi, sono usciti moltissimi modellini commemorativi dei Beatles, dal pulmann di Magic Mistery tour ad una mini minor psichedelica.


La fantastica voce di Demetrio Stratos per un complesso che ha fatto moltissima sperimentazione: gli Area Internationa POPular Group. Nati nel 1972 hanno saputo fondere diversi stili musicali nell'intento di fare quella che chiamavano World Music. Purtroppo Stratos morì improvvisamente nel 1979, ed in sua memoria venne organizzato a Milano un concerto con la partecipazione dei più famosi artisti del momento.


James Last: sia pure con un curriculum di tutto rispetto, musicista, direttore d'orchestra, arrangiatore, compositore, produttore discografico, e chissà cos'altro, al pari di Fausto Papetti è diventato famoso per gli arrangiamenti di noti brani, sia classici che moderni. E anche lui ha prodotto una serie interminabile di dischi, dal numero 1 al... non lo immagino, ma essendo ancora in vita potebbe continuare.


La colonna sonora del film 2001 odissea nello spazio. Partendo da un racconto (in seguito divenuto romanzo mantenendo lo stesso titolo) di Arthur Clarke (La sentinella), Stanley Kubrick diresse nel 1968 questo film, utilizzando per la colonna sonora Così parlò Zaratustra, di Richard Strauss. Tre nomi appartenenti all'Olimpo dei grandi artisti/scrittori per un film che all'epoca non avevo né capito né ovviamente gustato appieno. Da ricordare il computer HAL 9000, forse il vero protagonista del film.


I Gufi, con Nanni Svampa, detto il cantastorie, Lino Patruno, il cantamusico, Gianni Magni, il cantamimo e Roberto Brivio, detto il cantamacabro, perché era l'ideatori dei testi più macabri e grotteschi del gruppo: cabaret, musica, canzoni dialettali milanesi..Basta una parola:inimitabili!


Minuetto, Piccolo uomo, Inno, E stelle stan piovendo.....canzoni bellissime e a volte struggenti di un'Artista fantastica. Mia Martini, purtroppo talvolta ostracizzata da mamma rai, con una fama (assolutamente immeritata) di menagramo, nota come Mimì, il diminutivo del suo nome (Domenica). Una carriera lunghissima e interrotta più volte, fino alla sua tragica fine nel 1995.


Qualche curiosità stile "forse non tutti sanno che" riguardo alla PFM. La band nacque molto prima del debutto ufficiale nel 1971.Già nella metà degli anni 60 un complesso noto come I Quelli furoreggiava. E tra di loro, oltre a Mussida, Premoli e di Cioccio, figurava addirittura Teo Teocoli. Nel 1970 il nome mutò in Krel, (tratto da un racconto di fantascienza), con la conseguente produzione di altri dischi. E quindi un cambio di casa discografica rese necessario un nuovo cambio di nome del gruppo. Che tra Isotta Fraschini e Forneria Marconi (una forneria vicino a Brescia), scelse il secondo, con l'aggiunta di un indovinatissimo Premiata.Ed ecco nata La Premiata Forneria Marconi! Ed ora il disco Photos of Ghost: volendo inserirsi nel mercato anglosassone fu deciso di fare una versione inglese del loro secondo successo, "Per un Amico" datato 1972. Così, con l'aiuto di un paroliere inglese, che creò nuove liriche sulle musiche della PFM nacque questo bellissimo disco. Per chi volesse approfondire cito: "River Of Life" è basata sulla musica di "Appena Un Po', "Celebration" su "E' festa" , Photos Of Ghosts" su "Per Un Amico", "Il Banchetto" rimane tale e quale, "Mr. 9'Till 5" corrisponde a "Il Generale", "Old Rain" è composto ex novo e l'ultimo brano, Promenade The Puzzle" corrisponde a "Geranio"


Pink Floyd, impossibile tralasciarli. il doppio live Ummagumma con le indimenticate Careful with that axe, Eugene e Set the controls for the heart of the sun.Tra i capostipiti del progressive rock, ancora ascoltati oggi anche dai giovanisimi. Purtroppo la morte di Richard Wright, avvevnuta dopo la riunificazione temporanea in occasione del LIVE8 ha reso imposibile una riunione definitiva, auspicata da tutti i loro fan.


Viva la pappa col pomodoro' era la sigla de 'Le avventure di Gian Burrasca', cantata da Rita Pavone e fu scritta nel 1965 da Nino Rota, con il testo di Lina Wertmüller per gli episodi televisivi a puntate (oggi si chiamerebbero serial) tratti dal libro di Vamba. La bella melodia è introdotta dalla cetra viennese del maestro Anton Karas (Il terzo uomo), seguita da una scatenata Rita Pavone che si fa vessillo della protesta dei ragazzi del collegio Pierpaolo Pierpaoli contro un vitto molto, molto scadente. La canzone parlava appunto di quanto fosse meglio la pappa con il pomodoro che venne distribuita quando la minestra di magro, orrenda schifezza propinata quotidianamente agli alunni del collegio, venne sabotata dallo Stoppani/Gian Burrasca e dai suoi amici della società segreta fondata per l'occasione.


Si va da un estremo all'altro: Djamballa fu composto da Augusto Martelli, per il film "Il dio serpente", regia di Piero Vivarelli. Senza entrare nel merito del film, secondo me è da ricordare soprattutto per la calda scena lesbo tra Nadia Cassini e la modella di colore Beryl Cunningham. Non si può dire che abbia lasciato un segno nel panorama cinematografico, ma la musica era stupenda! Non credo di avere mai ascoltato il retro.


1972, l'anno di Pop Corn: un successo eccezionale per questo brano musicale, interpretato da almeno una mezza dozzina di complessi diversi, e ovviamente ripresentato nel nuovo millennio come una novità.La versione degli Hot Butter era sigla del programma radiofonico "Nastro di partenza", presentata da Paolo Ferrari al sabato mattina, estate 1972. Nella Hit Parade italiana, sempre estate 1972, era presente la versione della Strana Società, complesso che ebbe ancora un certo successo nell'estate 1974 con "Fai tornare il sole". Nel trafiletto tratto da un corriere dei ragazzi del 1972 la recensione del complesso, farcita di aneddoti.


Tourne-toi
- Non
- Contre moi
- Non, pas comm'ça
- ...Et danse
La décadanse
La carriera di Jane Birkin fu lanciata dopo la sua scena di nudo nel film di Antonioni “Blow-Up” del ‘66. Alla fine degli anni 60 sposò Serge Gainsbourg con cui incise l’erotica “Je T’Aime...Moi Non Plus", che raggiunse in Inghilterra il primo posto in classifica malgrado la censura alla radio, per non parlare della reazione del vaticano, che mi sembra invitò il solito pretore senza nulla da fare a sequestrare tutte le copie sul territorio nazionale. I seguito la Birkin e il marito proposero nel 1972 questo disco ugualmente oseé: La decadanse. Il retro della copertina mostrava il corretto modo di ballarla


Era ilo 1973, e sul finire dell'estate ebbe un grosso successo questo gospel religioso: il Signore può innalzare montagne, riempire gli oceani e salvare anime. He, cantato day Today's People.A proposito, allora le discoteche non erano luoghi di annullamento cerebrale come oggi, ci si andava per ballare e pomiciare: bastava attendere che partissero i lenti, che venivano saggiamente alternati ai ritmi più veloci.


Daniel Sentacruz Ensemble:Il primo 45 del 1974 di questo gruppo ebbe un enorme successo: mi riferisco a Soleado. Il pezzo non ha testo, solo un coro che fa 'oooooh oooooh ooooooooh ooooh oooooh' ed è stato scritto da D'Ammicco-D. Baldan Bembo-F.Specchio-M.Seymandi-A.Salerno. Nel complesso si annoverava Mara Cubeddu appena uscita dai "Flora, Fauna e Cemento", ed era capeggiato appunto da Ciro D'Ammicco, in arte Zacar. In seguito uscirono questo Un Sospero, Aguador, sempre con lo stesso profondissimo testo.Nel 1976 tornarono in classifica con "Linda bella Linda" per sparire per sempre dal panorama discografico italiano. In realtà, la canzone Soleado mi sembra fosse una cover senza parole di una canzone tradizionale inglese.


Un giovane e quasi inedito Battiato che per l'etichetta Bla..Bla.. usciva con questa La Convenzione, ambientata in un "lontano" 2000. Per il retro, alquanto allucinante, mi rifaccio alla critica: "“Paranoia” è più obliqua, anche nell’interpretazione vocale - prima quasi recitata, poi gridata - di un testo al di fuori di ogni logica narrativa. Credo che entrambe siano sparite dal patrimonio musicale italiano.


Celentano con la sua Prisencolinensinainciusol, (1972) un vaneggiamento pseudo inglese che cantava insieme alla moglie Claudia Mori, (mi ricordo anche un balletto in uno degli spettacoli televisivi di allora.


Mentre il marito sproloquiava in inglese maccheronico, Claudia Mori mandava in coma diabetico gli italiani con questa sdolcinata, zuccherosa, mielosa masturbazione telefonica: Buonasera Dottore. Forse sono una voce fuori dal coro, visto che una quindicina di anni dopo una cantante del calibro di Mina la ripropose, ma ho sempre detestato questo tormentone erotico casareccio. Ed evito di parlare di altri capolavori del genere tipo Piange il telefono, Il maestro di violino e, ultimo ma solo per l'ordine alfabetico, Tornerai Tornerò dei santo california.


E a proposito di Mina voglio inserire questa Nuda, sempre erotica ma con una valenza completamente diversa dalla precedente. Grande Don Backy, pur senza scendere nel banale o nel volgare, ovviamente lo scandalo ne decretò l'immediato successo (comunque pienamente meritato da Mina).


1973: la versione "discoteca" della celeberrima Satisfaction dei Rolling Stones, ad opera di un gruppo chiamato Tritons. Non sono un esperto del settore, ma pare che il gruppo si fosse formato dopo una scissione all'interno dei più noti new Trolls. E che uscì con diverse etichette e diversi nomi, oltre che diverse formazioni. comunque questo brano ebbe un discreto successo


Un altro scandalo, questo datato 1974. Riccardo Cocciante, agli esordi, sfondò con questa Bella senz'anima. Un brano molto bello,in crescendo fino all'esplosione finale del celebre "e adesso spogliati come sai fare tu", rappresentativo degli anni 70l. Anche in questo caso Mina la ripropose.


Non volgio dimenticare I cugini di campagna, un gruppo di maschietti dalle voci bianche che indossavano stivali con zeppe da 15 centimetri. Canzoncine leggere, popolari, orecchiabili, fino al grande successo di Anima Mia, che trentanno dopo fu la colonna sonora di uan trasmissione dedicata, come questo sito, ai ricordi degli anni '70. Doveroso menzionarli.


Trent'anni fa non si scaricavano le canzoni da internet, non ci si poteva collegare a qualche canale satellitare per registrarsi in digitale musiche e video, così io mi affidavo ad una rivista del settore, il famoso Melody maker, per avere informazioni sui complessi e sulla musica in generale. Poi nasceva il dilemma di comprarsi appunto il brano hit del momento. Si poteva optare per l'LP, o per le cassette. Ovviamente l'LP era meglio dal punto di vista della riproduzione, e anche della durata. Solo che era scomodo da sentire andando in giro, magari in auto. Così una soluzione era di trasferire tutto su musicassetta. Però questa soluzione comportava una doppia spesa, e il tempo e magari l'attrezzatura necessaria alla copia. Così mi sono comprato moltissime cassette già in prima battuta, soluzione che ora rimpiango moltissimo, dato il decadimento della qualità sonora. Wakeman, Yes, Delirium, Pink Floyd, ELP, Jethro Tull....... centinaia di musicassette che ora sono quasi inascoltabili, senza contare la difficoltà di procurarsi un lettore apposito.


I supermercati Despar regalavano nel 1974/75 questi 45 giri di sconosciuti artisti, come promozione. Alcuni erano anche interessanti: questo è Disco Shirley, cantato da Shirley and C. Sul retro Grazia Vitale che canta torna. Nel mucchio potrebbe anche esserci qualche rarità!


Ricordo che allora giravano anche questi dischi di plastica trasparente e flessibili, con incisi i successi del momento (non di musica per giovani, in genere). La qualità lasciava a desiderare, ma per esempio questo a distanza di 40/50 anni continua a funzionare, non so se fra 30 anni potremmo dire altrettanto dei cd musicali...Il loro nome era "Flexi disc", e ne parlo un po' più diffusamente nella sezione publicità
Una curiosità: con l'avvento dei giradischi professionali, con regolazione automatica della velocità di rotazione, non potevano venire ascoltati: infatti l'automatismo, che si serviva di una cellula fotoelettrica che leggeva la dimensione del disco, veniva ingannato dalla trasparenza della plastica che lasciava filtrare la luce.


Per finire due famosissimi, anche decisamente più vecchi, dischi di Claudio Villa: Balocchi e profumi, tristissima canzone di una mamma che pensa solo a sé mentre la sua bambina muore, e Vecchio scarpone, ritmico brano su ricordi trovati in soffitta: decisamente adatto al sito. ( del 1959 e del 1960: a proposito, allora la data esatta al giorno di produzione veniva incisa direttamente sul vinile). Fortunatamente, visto che allora i mangiadischi ancora non esistevano (vedi la sezione cose) questi dischi si sono salvati da righe e sfracellamenti vari.
Tra l'altro il brano "Vecchio Scarpone" era già un rifacimento ( o una cover, come diremmo ora) di una canzone risalente a diversi anni prima se non sbaglio da Gino Latilla


Il disco della musica di un odioso carosello che pubblicizzava la SAI: un solfeggio fatto da un papà che pedalava portandosi un bambino sul manubrio della bicicletta. Un analista oggi farebbe risalire a questo il mio odio per le compagnie di assicurazioni


Chi si ricorda più, in quest'era digitale, del Moog? Inventato appunto dall'ingegner Moog, questo strumento era in grado di produrre una miriade di suoni, e collegato ad una tastiera venne subito adottato dai complessi musicali. Rigorosamente monofonico( suonava un tasto per volta) ed analogico, costava una barca di soldi ed era difficilmente trasportabile: ora una qualsiasi tastiera per bambini con suoni campionati lo può facilmente battere.


Un disco monofonico di un grande virtuoso del pianoforte: Renato Carosone, che in questo 45 giri si esibisce nel famosissimo "Piccolo Montanaro", nel quale si è cimentato ogni piccolo pianista dei nostri tempi


Ecco le Fiabe sonore: un libriccino con stampato un disco a 33 giri direttamente sulla copertina (vedi i Flexi Disc nella sezione pubblicità): si poteva ascoltare la fiaba dal giradischi di papà, oppure leggerla guardando le splendide figure che la decoravano. La collana comperndeva diverse fiabe tra le più famose, tra le quali una versione di Hansel e Gretel intitolata "Nino e Rita". Risale ai primi anni'60.



Gli spartiti delle canzoni partecipanti allo Zecchino d'oro:il concorso canoro, nato nel '59 da un'idea di Cino Tortorella, (il famoso mago Zurlì,) l'indimenticata Mariele Ventre alla guida del coro dell'Antoniano dal '63, Richetto con il suo Passerotto... e tutti i piccoli cantanti che sono sfilati nel corso degli anni: ricordi indissolubilmente legati all'infanzia. Una cantante per tutti: Cristina d'Avena, col suo Valzer del moscerino, (nel 10° concorso) diventata poi famosissima interprete di canzoni per bambini.




Ore di svago al pianoforte: questi spartiti mi affascinavano non tanto per i contenuti quanto per le copertine. Disegnate mirabilmente, magari facendo leva sulla prouderie di ciascuno, erano comunque bellissime e accattivanti. All'interno canzoni dell'epoca (anni 49/50).



Non potevano mancare i dischi a 78 giri: dopotutto io ho iniziato ad ascoltare questi primordiali immagazzinatori di suoni sin dalla più tenera età. Grazie a genitori appassionati di musica (per carità, la "loro" musica), ad una casa piena di dischi e ad un magnifico giradischi "di una volta", consistente in un immenso mobiletto di radica porta liquori, ripieno di specchietti e cassetti per i dischi, con una sonorità ancora oggi eccellente, sono stato immerso tra le note direi sin dalla nascita. In seguito, un lascito di un vecchissimo inquilino del palazzo al corrente della mia passione ha incrementato la mia già cospicua dote. Così ho potuto sentirmi di tutto: dalle incisioni di Cortot alle opere cantate da Caruso, dal boogie di Arthur Smith al rock di Bill haley,, dal jazz di Gillespie Goodwin e Parker alla musica leggera del Duo Fasano, del Trio Lescano, di Achille Togliani, di Nilla Pizzi, di Gino Latilla.... veramente di tutto. E una cosa vorrei far notare: nonostante lo stra-uso, sia il giradischi che i dischi a distanza di oltre 50 anni sono in perfetta forma; vorrei poter dire lo stesso, dopo altrettanto tempo, di cd, dvd e mp3. Si vedrà.


Non c'era ragazzino che non suonasse (o volesse suonare) uno strumento musicale: ovviamente il più gettonato era la chitarra, con la quale si potevano intrattenere e stupire gli amici durante feste e riunioni. La chitarra classica era perfetta, ma se si riusciva ad ottenerne una elettrica allora il successo era assicurato. Non c'era Carlos Santana che potesse starci alla pari! Questa è una chitarra acustica dotata di pick up con controlli di tono e volume, che le consentiva di essere collegata ad un amplificatore, eventualmente dotato di effetti sonori. Fabbricata dalla Ferrarotti di Torino, ho più volte scritto invano alla fabbrica per avere qualche dettaglio tecnico in più. L'amplificatore è un classico Davoli, onesto ma non sicuramente all'altezza di altri più blasonati come per esempio i Marshall. Molti di noi si cimentavano così in vere e proprie jam sessions, magari con un organo Farfisa ed una piccola batteria, per la gioia di vicini di casa e parenti. Non per nulla andava di moda impossessarsi di garage, magazzini o anche di cantine dove poter dare sfogo alla creatività senza incorrere in risse familiari o condominiali.




L'organo elettronico: questo è un Yamaha serie Electone, credo un C50, risalente a metà anni 70.Doppio manuale con polifonia, batteria ed accordi relativi, aveva anche una piccola sezione "sinth" monofonica cn una ventina di strumenti preimpostati, dal mandolino alla fisarmonica.Una piccola pedaliera di un'ottava completava lo strumeno. Una particolarità era la possibilità di un attacco smorzato (senza il classico pitch) sui fiati, per imitare al meglio l'organi liturgico.


Nel 1980 Casio mise in vendita una piccolissima tastiera giocattolo, che poteva riprodurre (sia pure in monofonico) diversi strumenti, dotata di una decina di ritmi sintetizzati ai quali si poteva cambiare il tempo aveva persino un minuscolo schermino a cristalli liquidi affinché si potessero eseguire delle operazioni con la calcolatrice inclusa. Inteso appunto come giocattolo il Casiotone VL 1 ebbe un successo incredibile grazie ad una band tedesca, i TRIO, che la resero famosa utilizzandola per il loro successo Da Da Da. In seguito molti altri artisti tra i quali Apollo 440, the Talking Heads, Sting, Stevie Wonder, Vince Clarke, Beastie Boys,eccetera fecero lo stesso..Inoltre nel videoclip Tanz Bambolina il cantante Alberto Camerini fa uso di questo strumento. Questo raffigurato è praticamente lo stesso, ma di colore nero, senza la calcolatrice e con tasti simili a quelli del pianoforte piuttosto che a quelli di una calcolatrice. E' il PT 10, stesso periodo.


Una ditta tedesca, la Hohner, creò negli anni '50 uno strumento musicale incrociando un flauto, un'armonica a bocca ed una fisarmonica, e lo chiamò Melodica. La foto basta sicuramente a descriverlo, come ogni idea originale venne copiata da molti, che ne fecere delle variazioni più o meno valide.Una selva di strumenti, praticamente tutti simili, ma con una grande varietà di nomi: pocket piano, blow accordion, melodeon, diamonica, melodyhorn, wind piano, keyboard harmonica, pianica, cassotto, MyLodica. Tutto sommato un giocattolo carino, facile da usare e con un suono accattivante.


Ovviamente la Hohner non costruiva solo la melodica, ma moltissimi strumenti. Il più comune è questa armonica a bocca, chiamata Sonnyboy.


La Bontempi ha realizzato delle fisarmoniche giocattolo perfettamente funzionanti. Eccone una.


Reso popolare da Edoardo Bennato negli anni 70/80 il Kazoo è in realtà uno strumento che risale alla seconda metà del 1800. Basta parlarci o urlarci dentro e modulare la voce.


Ho pensato di includere anche una piccola parte dedicata alla televisione, e comincio con loro:Il quartetto Cetra: Credo che tutti quelli della mia età lo conoscano, se non altro per la loro interpretazione della Vecchia Fattoria. Ma a me piacevano le loro versioni musicali dei grandi classici, dal Conte di Montecristo ai Tre Moschettieri, al Fornaretto di Venezia. Per fortuna la Rai ha deciso, molti anni fa, di stamparne delle versioni su VHS prima di perdere anche questo patrimonio artistico come è purtroppo successo per molte, troppe altre trasmissioni.



Occultismo, esoterismo, magia, reincarnazione, mistero; quasi quarant'anni fa veniva trasmesso dalla RAI uno sceneggiato in cinque puntate, Il segno del comando, con attori del calibro di Ugo Pagliai, Carla Gravina, Massimo Girotti, Rossella Falk e tanti altri. Una storia misteriosa e inquietante, che ci aveva tenuti incollati allo schermo per oltre un mese. Fortunatamente questo capolavoro non solo non è andato perso come amtre produzioni Rai, ma è stato ripubblicato in DVD. Non potevo mancarlo!



Anni: 1964-1972. Stagioni:4. Episodi:16.Puntate: 36. Tipo: poliziesco. Colore: bianco e nero. Numeri e dati che non sono sufficienti a definire questo capolavoro firmato RAI: Le inchieste del commissario Maigret, magistralmente interpretato da Gino Cervi, tanto da far dire a Simenon, l'autore dei libri, che fosse la migliore interpretazione del suo commissario. Un ultimo dato: l'ultima serie vantò oltre 18 milioni e mezzo di telespettatori, a confronto dei quali lo share di un certo premier può fare solo ridere (o pena, a seconda dell'umore).



Nel 1972 debutta in America questa serie ambientata in un ospedale militare da campo durante la guerra in Corea. In realtà si era nel periodo Vietnam, e dato il tono scanzonato e la neanche tanto superficiale critica all'esercito ne venne vietata la proiezione in ambiente militare. MASH,acronimo che sta per Mobile Army Surgical Hospital, ma che se viene letto come parola significa pasticcio, pure, spappolare, un evidente riferimento all'ambiente da sala operatoria dove si svolge la trama. Irriverente, ma con un fondo amaro di verità, purtroppo non ne ho trovato le versioni italiane e mi sono dovuto accontentare delle originali inglesi. Un successo planetario, che portò la produzione a farne ben 11 serie per un totale di 255 episodi.



Les Charlots furono un gruppo musicale francese di pop rock formatosi nel 1966. in seguito divenne famoso anche in Italia per una nutrita serie di film demenziali, con titoli come "I 5 matti al servizio di leva" oppure "I 5 matti al supermercato". Di queste parodie se ne contano una quindicina, (inspiegabilmente non tutti tradotti oper il mercato italiano), inclusa una sul conte Dracula. Mi risulta che parteciparono anche ad un nostrano Sanremo nel 1974.



Il comandante Streker, Base Luna, le giovani e bellissime ufficiali con parrucca viola (che in Italia si poteva solo immaginare grazie alle trasmissioni in bianco e nero) e vestiti al limite della censura ( in realtà fu censurata almento una scena nella quale una di loro usciva dalla doccia!), i malvagi alieni che rapivano i terrestri per usarli come pezzi di ricambio, il colonnello Foster, gli intercettatori lunari, gli shado mobile, la musica che nei momenti di azione ricordava quella composta per un paio di film di 007 ..... Non ho dimenticato neanche una delle puntate trasmesse, e finalmente ho potuto rivedermele rimasterizzate e con le scene tagliate grazie a questi dvd. Se andate in giochi 2 troverete anche i modellini fatti dalla Corgi Toys dei veicoli utilizzati,




"Tutte le anomalie verranno regolate dalle forze che controllano ogni dimensione. Ovunque ci sia vita non verranno utilizzati elementi transuranici pesanti. Sono disponibili pesi atomici medi: Oro, Piombo, Rame, Giaietto, Diamante, Radio, Zaffiro, Argento e Acciaio. Sono stati scelti Zaffiro e Acciaio"...
Nessun effetto speciale, atmosfere cupe e claustrofobiche, dialoghi ridotti al minimo, tempi lunghissimi....vista così questa serie inglese degli anni '70 sembrerebbe avere tutte le premesse per un flop clamoroso. Invece riesce ad intrigare ancora oggi, proprio grazie a queste caratteristiche tiene incatenato al video lo spettatore senza lasciargli scampo. E forse anche il fatto che non sia mai stata “spiegata” bene, e che lasci in sospeso i protagonisti nell'ultima puntata hanno contribuito al grande successo- Gli elementi Zaffiro (la mitica Joanna Lumley, nota anche per la serie “Gli infallibili tre”- un sequel di agente speciale con Patrick Mc Knee) ed Acciaio (David McCallum noto anche per la serie “L'uomo della UNCLE” e più recentemente per la serie NCIS), si muovono nel continuum spazio-temporale agli ordini di una misteriosa entità cercando di sistemare delle situazioni potenzialmente a rischio causate da nemici. Talvolta necessitano dell'aiuto di altri elementi, ma gli unici presenti sono Piombo ed Argento. Le sei avventure, divise in diversi episodi di 25 minuti ciascuno, terminano con un interrogativo, che lasciava supporre una continuazione in una nuova serie che però non venne mai prodotta: riusciranno i due protagonisti a fuggire dalla trappola nella quale sono stati imprigionati dai loro nemici?



Un'altra serie britannica (di una decina d'anni più vecchia) di genere fanta politico:Il Prigioniero. Qui il protagonista (interpretato da Patrick McGoohan) è un agente segreto che dopo aver dato le dimissioni si ritrova progioniero in Villaggio confinato in un 'isola dove i nomi di ciascuno sono stati sostituiti da numeri. Lui è il numero 6, e il "governatore" dell'isola (il numero 1) cerca inutilmente, puntata dopo puntata, di fargli rivelare i suoi segreti. E dopo ogni fallimento il numero uno viene fatto fuori e sostituito.Solo che nell'ultima puntata si scopre che il numero uno è lui. Devo ancora capirci qualcosa adesso, e mi sono comprato i dvd proprio per questo motivo. Ma inutilmente.
Una curiosità: nella serie sono onnipresenti dei grossi palloni bianchi (in realtà delle sonde metereologiche) chiamati Rover, che inseguono i prigionieri che tentano di evadere e li inglobano. I Jethro Tull, durante i concerti di quegli anni, erano usi a lanciare sul pubblico dei palloni bianchi che ricordavano i Rover. Anche di questa serie televisiva venne prodotto un modellino: si trattava della Mini Moke aperta, che venivano utilizzate nel Villaggio.



Danny Wild e Brett Sinclair (al secolo Tony Curtis e Roger Moore) insieme per occuparsi di crimini che la giustizia normale è impossibilitata a perseguire. The Persuader (tradotto in italiano con Attenti a quei due), fu una fortunata -almeno in Europa- serie inglese, che però purtroppo si fermò a 24 episodi e fu interrotta senza spiegazioni e senza epsodio conclusivo. Coprotagoniste le auto dei due eroi: una Ferrari dino 246 GT per l'americano ed una Aston Martin DBs per l'inglese. curiosità: nella serie Tony Curtis indossa sempre dei guanti (in pelle o da guida) anche in momenti in cui non sarebbero asolutamente richiesti.



Ennesima serie inglese: I Professional, (The Professionals in originale) che ha avuto un seguito decisamente basso nel nostro paese. Qui il potentissimo maggiore Cowley (Gordon Jackson) comanda il CI5 (chiaro rimando all'MI6), che si occupa di controspionaggio. E i due agenti Body (Lewis Collins) e Doyle ( Martin Shaw) sono sempre alle prese con intrighi internazionali o semplicemente locali, per risolvere i quali dovranno fare riscorso a doti atletiche ed intellettive (che possiamo tradurre con: pensa a chi picchiare per primo!). Capisco che detto così suni banale, ma in effetti la serie ebbe un tale successo all'esterò che venne rifatta con nuovi attori una ventina di anni dopo. Ed io per trovarmi i dvd degli episodi originali ho dovuto appunto cercarli in Inghilterra. Per fortuna ne conservo una copia di quelli trasmessi in Italia registrati all'epoca su VHS con uno dei primi video registratori ad uso famiglia che fortunatamente possedevo. Ovviamente anche di questa serie la Corgi Toys produsse i modelli: nella fattispecie una delle auto più usate dalla coppia: la Ford Capri 2.0S



Questa è la serie inglese forse più famosa nel mondo: The Avengers, tradotta da noi come Agente Speciale. Sviluppatasi in molteplici stagioni (come diremmo oggi), ha cambiato diverse volte la protagonista femminile, mantenendo persò sempre l'eroe maschile, John Steed, interpretato dall'attore Patrick Macnee. Credo che l'eroina che più colpì l'immaginario erotico degli adolescenti dell'epoca fu Emma Peel, interpretata dalla bravissima Diana Rigg. la leggenda vuole che si arrivò al nome Emma Peel in seguito alla richiesta della produzione che voleva un certo "man appeal" nella protagonista. Di li a M.Appeal e quindi Emma Peel il passo fu breve ma indovinatissimo. Era sempre vestita delle sue tutine create appositamente su di lei,tanto che questi abiti venivano chiamati "emmapeelers". Divennero così famosi che un furbo imprenditore appropriandosi del nome ha creato nel 2001 (scaduti forse i diritti d'autore o i trade mark???) la linea di abbigliamento Emma Peel.



Concludo (per ora!) con il sequel degli Avengers: The New Avengers, serie nota in Ialia come "Gli infallibili tre", e in episodi successivi come "Sempre tre sempre infallibili". (perché poi qui da noi si debba sempre tradurre i titoli originale, che siano di film o di libri, storpiandoli non lo capirò mai. In qusto caso il titolo originale era sintetico, evocativo e perfetto).
Dunque i personaggi: tre agenti segreti, il solito Patrick Macnee -John Steed, la bellissima Joanna Lumley di Zaffiro e Acciaio - Purdey e Gareth Hunt- Mike Gambit si trovano a fronteggiare situazioni che ricalcano quelle degli Avengers. In una addirittura, K come Killer, nel tentativo di legare questa serie alle precendenti, molto più di successo, si fa apparire la mitica Emma Peel per alcuni minuti. Si tratta di un paio di scene girate per due vecchi episodi, che vennero ridoppiate per adattarle questo. irrisolta la questione se Diana Riggs fosse stata ricontattata per questo cameo, oppure no, e quindi se la voce nella versione originale fosse la sua oppure no.